domenica 25 ottobre, ore 18.00
“Viola”. Vita di Dino Campana
di e con Elisabetta Salvatori
violino Matteo Ceramelli
Secondo racconto della rassegna Trilogia di artisti inquieti (Antonio Ligabue, 1899-1965; Dino Campana, 1885-1924; Giacomo Puccini 1858-1922) di e con Elisabetta Salvatori.
Dino Campana, ‘il matto di Marradi’, autore di pagine di poesia vibranti, muore in manicomio nel 1932 a 46 anni.
Lo spettacolo ne racconta con commovente rispetto la vita.
Dall’infanzia con un padre rigido, esigente e una madre che non lo vuole e lo trascura fin da neonato.
Mette in luce poi la sua intelligenza evidentissima e schiacciata, il rifiuto della famiglia per la sua follia, il rapporto con la sua terra amata e odiata, con i compaesani e i letterati dell’epoca che lo deridono, con l’amata Sibilla Aleramo.
Viola è soprattutto la storia del suo essere poeta in un’esistenza complessa e sofferta.
Il titolo “Viola” ha diverse ragioni, che durante il racconto vengono spiegate: la prima è che è il colore del lutto, e Dino Campana nella vita morì infinite volte.
Elisabetta in scena è vestita di viola, che di solito in teatro non si usa.
Ingresso libero
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Elisabetta Salvatori nasce a Viareggio, nel 1963. Ha una formazione di studi artistici: prima il diploma all’Istituto d’Arte di Pietrasanta, poi il diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara, alla cattedra di pittura del maestro Luciano Fabro. Successivamente scopre il teatro e comincia a raccontare. Parte dalle favole. Nel 1999 presenta una delle sue storie a un concorso per un programma televisivo, viene scelta e partecipa a 33 puntate della trasmissione per bambini GluGlu, in onda su RAI SAT. Poi decide di dedicarsi al teatro di narrazione. Inizia a scrivere e portare in scena spettacoli di teatro civile, sacro, o vite di artisti. Innumerevoli le sue produzioni, a partire dal 1999.
